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Nasce
a Milano nel 1956.
La prima macchina fotografica che tiene in mano - e
ancora possiede - è una Kodak del padre, sulla
quale negli anni '60 vengono impressi i primi giochi
di luce.
La passione per la fotografia nasce, come spesso succede,
grazie ad un incontro fatale, con la camera oscura.
In una stanza in cui sono conservati e ricreati i segreti
degli scatti, Bellini decide che l'IBM, per la quale
lavora, può tranquillamente assemblare il proprio
hardware senza di lui.
E nasce lo Studio Fotografico,
situato in una località turistica, non in un
semplice centro industriale: a Sirmione Del Garda. Tra
vigne, uliveti, windsurf e arrampicata sportiva, l'attività
prende piede.
Prima con un semplice punto
vendita specializzato, poi con una vera struttura di
comunicazione: la fotografia diventa essenziale, proprio
come la passione e l'amore per i materiali, che la pellicola
rende particolari, e che consentono di esaltare i design.
L'acciaio, il cristallo: semplici oggetti, fotografati,
esprimono non solo l'anima, ma anche il preciso disegno
di business pensato dall'azienda che li ha creati.
Lavora da solo, Bellini,
perché la fotografia richiede tempi e modi che
non sono sempre compatibili con la presenza di altri
creativi. Lo studio vanta collaborazioni con professionisti
di settori affini, che consentono oggi di allargare
l'offerta alla comunicazione integrata, dalla brochure,
all'immagine aziendale, dal cd multimediale ai book
per i top manager.
Il mercato richiede velocità, competenza, professionalità:
Roberto Bellini, nei suoi 25 anni di attività,
ha sempre scommesso su queste variabili. Il fotografo
è stato infatti uno dei primi a passare al digitale
e a padroneggiarne le funzionalità.
Roberto Bellini non si definisce un artista, bensì
un professionista in grado di interpretare la realtà,
di esprimere - anche per una tipologia di clientela
prettamente business - la logica intrinseca del prodotto,
la sua piena essenza. Il suo scopo ultimo.
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